di Giorgio Garrone

Responsabile Ufficio Stampa, Relazioni Esterne, Progetti Europei Consorzio Uni Astiss

 

Recovery Plan: il territorio chiede un centro ricerche su enologia e enomeccanica nel campus di Asti. Sull’università si concentra l’impegno e l’attenzione di istituzioni e imprese. In un incontro, convocato dal sindaco Rasero e dal presidente Sacco, si fa il punto con amministratori e stakeholder Un polo di innovazione e ricerca dell’enologia e dell’enomeccanica all’interno dell’università di Asti per attività di sperimentazione e sviluppo del settore industriale in collaborazione con le aziende della filiera del distretto enomeccanico di Canelli.
Il centro ricerche dotato delle risorse umane, dei laboratori e delle tecnologie necessarie sorgerà nella palazzina comando del polo Rita Levi Montalcini, l’edificio più grande e capiente dell’ex caserma Colli di Felizzano ancora da ristrutturare. A completare le dotazioni del centro sono previsti servizi di accoglienza e di student housing per ricercatori e ospiti. La proposta inserita nel dossier dei progetti “cantierabili” del Recovery Plan del Comune di Asti verrà formalizzata alla Regione Piemonte con la richiesta di finanziamento.
Nell’incontro convocato, oggi pomeriggio (martedì), dal sindaco Maurizio Rasero, dal presidente Astiss, Mario Sacco, dal presidente del comitato tecnico scientifico del polo universitario, Giorgio Calabrese, è emersa piena condivisione e sostegno sui contenuti del progetto da parte degli oltre trenta partecipanti collegati in video conferenza: amministratori, imprenditori, stakeholder del territorio vitivinicolo della provincia di Asti e dell’area alessandrina. In apertura il presidente Sacco ha detto: “Il polo Rita Levi Montalcini con i suoi 190 studenti della laurea magistrale in Viticoltura ed Enologia (98 le matricole), gli oltre 1600 studenti iscritti agli altri corsi, quest’anno ha incrementato del 10 per cento, rispetto al precedente anno accademico, i numeri dei propri iscritti. Un segnale positivo, di crescita della richiesta di formazione professionale nel settore vitivinicolo e nella ricerca di punta dell’area Unesco che ci ha spinto a investire nelle dotazioni di spazi e tecnologie per lo studio, nei laboratori e nella didattica a distanza, oggi a proseguire nei progetti di ricerca avanzata, come ad esempio il polo di innovazione sull’enomeccanica, la formazione, le lauree professionalizzanti in collaborazione con gli Atenei piemontesi e italiani e con il Politecnico di Torino”.
Le idee e le proposte condivise dai componenti del tavolo per lo sviluppo nella provincia di Asti, convocato dal Comune, sono state portate all’attenzione del comitato tecnico scientifico di Asti Studi Superiori, coordinato dal prof Giulio Mondini del Politecnico di Torino. “Il nostro territorio ha nel polo dell’enomeccanica di Canelli un’eccellenza di livello nazionale e mondiale – dice il sindaco Maurizio Rasero, settore che può avere nell’università un’alleata nella ricerca, nello sviluppo tecnologico, nella formazione di ricercatori”. L’amministrazione comunale è impegnata da tempo con Astiss nel recupero degli edifici della ex Felizzano da destinare a servizi per l’università, quali palestre, la palazzina ex ufficiali per i social housing, laboratori, ed oggi con l’obiettivo di recuperare la palazzina comando e fare di Astiss un vero e proprio campus. Infatti – prosegue - il dossier Recovery Found contiene anche una specifica scheda per sostenere il progetto Campus universtario che prevede la realizzazione del parcheggio sotterraneo di piazza De Andrè e la destinazione dell’area aperta a spazi per gli studenti e i cittadini con giardini, campo da pallavolo e attività sportive, zone di svago e socialità.
Il dossier modificato più volte per inserire le numerose proposte pervenute, contempla per l’università un ambizioso progetto che unisce il centro ricerche per l’enologia e l’enomeccanica ai servizi per le imprese e i cittadini, fino all’accoglienza esterna per soddisfare la domanda dell’utenza universitaria, ma anche del turista e del visitatore occasionale”.
Numerosi i contributi favorevoli dei partecipanti al webinar: Luca Rolle, docente Viticoltura ed enologia Asti “alla realizzazione della laurea magistrale altamente professionalizzante contribuiscono 5 atenei italiani e 5 internazionali con ricadute positive sul territorio; Vincenzo Gerbi, docente dipartimento Disafa Agraria TO “occorre ragionare sull’asse geografico Asti/Alba proseguendo nella positiva collaborazione già instaurata fra le due aree nella ricerca scientifica e nella didattica”; Andrea Amalberto, presidente Unione Industriale e Lorenzo Roselli, capo gruppo metalmeccanici dell’Unione Industriale e amministratore delegato azienda Robino e Galandrino “l’astigiano è un territorio che sa esprimere una eccellente cultura d’impresa, un percorso che sosteniamo anche per le positive ricadute sull’occupazione".