
L'associazione culturale di volontariato TEMPI DI FRATERNITÀ (onlus) organizza in collaborazione con ASTISS (ASTI STUDI SUPERIORI) con il CEPROS ASTI (onlus) e con il Comune di Asti quattro incontri su temi di psicologia sociale molto legati ai problemi della contemporaneità. Un modo per collegare l'attualità all'esperienza esistenziale del nostro grande concittadino che, pur avendo vissuto i traumi infantili in una società attraversata da conflitti epocali, ha voluto e saputo trasformare i problemi in opportunità.
Un modo per collegare l'attualità all'esperienza esistenziale del nostro grande concittadino che, pur avendo vissuto i traumi infantili in una società attraversata da conflitti epocali, ha voluto e saputo trasformare i problemi in opportunità.
13 gennaio venerdì
Introduzione
Francesco Scalfari direttore ASTISS
Emanuele Bruzzone presidente TDF onlus
Carla Forno direttore Fondazione Centro Studi Alfieriani
L'orfanità precoce
Crescere in compagnia del dolore.
Maria De Benedetti Psicologa, presidente del Cepros Asti (onlus)
17 gennaio martedì
Animali e animali umani
Per un dialogo etico-compatibile.
Maurizio Scordino Sociologo, direttore della rivista online IDENTITÀ
19 gennaio giovedì
Elogio di un maleducato.
Educazione-autoeducazione: tra ribellione e anarchia
Tonino Catalano Comico
24 gennaio martedì
Limiti e forza della satira
Da Aristofane a Dario Fo per emergere dall'indifferenza.
Ugo Basso docente di storia del Teatro, direttore de IL GALLO mensile di Genova.
Tutti gli incontri si svolgeranno nell'aula 3 del POLO UNI-ASTISS dalle 17.30 alle 19.30
VITTORIO ALFIERI
Nasce ad Asti il 16 gennaio 1749, rimanendo orfano di padre a poco meno di un anno. La madre, Anna Monica Maillard de Tournon, si risposa e lui vive con la sorellina Giulia e con la nuova famiglia, fino all'età di nove anni, quando viene affidato allo zio, Pellegrino Alfieri, Viceré di Sardegna, e trasferito a Torino per frequentare la Reale Accademia Sabauda. Male adattato al nuovo ambiente, vive in modo conflittuale questo lungo periodo considerato da lui come diseducativo ed estraneo ai suoi vivissimi interessi culturali; gracile di salute, trova la piena efficienza fisica ed emotiva nel rapporto appassionato con i cavalli. Per rimediare agli “otto anni di ineducazione” accademica decide di vedere personalmente il mondo con cinque anni di viaggi avventurosi. A Lisbona incontra l'abate Tommaso Valperga di Caluso che lo incoraggia a coltivare la vocazione poetica e, rientrato a Torino, compone la sua prima opera satirica criticando i personaggi più in vista dell'alta società subalpina. Con impegno straordinario compone ventidue tragedie e diciassette satire, oltre all'autobiografia e varie opere di carattere politico, rifiutando i limiti che la sua condizione nobiliare gli imponeva e rinunciando ai vantaggi che avrebbe potuto ricavarne, per poter difendere la propria libertà di pensiero e di coscienza. Muore nel 1803. È sepolto a Firenze, nella basilica di Santa Croce.