
Sicurezza stradale e danni causati dagli animali selvatici: il problema visto dal mondo scientifico
"Cinghiali caprioli e sicurezza stradale" è l'argomento affrontato, oggi, nel convegno al polo universitario Uni Astiss organizzato dalla Provincia di Asti e dalla Scuola di Biodiversità di Villa Paolina. Alla giornata di studio hanno partecipato amministratori, dirigenti regionali e provinciali, operatori del settore di vigilanza e prevenzione dei rischi causati dagli animali selvatici. La Regione Piemonte, attraverso l'assessorato all'Agricoltura partner del convegno è in prima fila per adottare strategie per limitare i rischi di incidenti.
I lavori sono stati moderati da Pier Giuseppe Meneguz, docente dell'Università di Torino. I relatori intervenuti sono stati Nicola Putzu (Università del Piemonte Orientale) che ha trattato il caso della distribuzione temporale e spaziale degli incidenti stradali con il coinvolgimento di animali selvatici in provincia di Asti. L'università UPO ha monitorato la situazione lungo alcune direttrici stradali dell'Astigiano: in particolare sono stati raccolti i dati numero degli incidenti, la frequenza di incidenti su alcuni tratti di strade a rischio, la frequenza oraria dei sinistri. L'indagine è servita per formulare una mappa e attuare procedure di prevenzione.
L’esperienza della provincia di Cuneo sotto gli aspetti della prevenzione e della mitigazione dei rischi è stata trattata da Davide Bonetto del servizio Venatorio della Provincia. Gli studi effettuati dall'Ente sul fenomeno hanno toccato un arco temporale dal 1998 al 2015. Negli ultimi anni, dal 2012 in poi, si è registrato un picco di incidenti causati dai caprioli, meno numerosi quelli dove sono rimasti coinvolti cinghiali. Fra i sistemi di prevenzione adottati dalla Granda, Bonetto ne ha citati due: l'installazione di bande luminose e la diffusione di liquidi e prodotti repellenti in prossimità di tratti stradali per allontanare gli animali. I due sistemi non hanno però dato i risultati sperati in termini di diminuzione di passaggi di ungulati oltre che di sinistri registrati.
Particolarmente interessante l'intervento di Simone Ricci della Regione Umbria che ha illustrato il Progetto LIFE Strade per la prevenzione degli incidenti stradali con la fauna selvatica in Italia Centrale. E' positivo per due aspetti: contribuisce a limitare pericoli e incidenti, dal un lato, tiene conto della tutela dell'ambiente e della biodiversità riducendo l'impatto sulla fauna. Il progetto è stato attuato in tre regioni, Toscana Umbria e Marche con le rispettive province. Consiste nell'installazione su alcune importanti arterie stradali di sofisticati sistemi di rilevazione (a raggi infrarossi) delle presenze di animali contemporaneamente al transito di auto; nel posizionamento di cartelli, segnali luminosi in tratti a rischio, oltre che di dissuasori per la riduzione della velocità veicolare. Dagli studi effettati in quelle zone si è potuto constatare che i sistemi funzionano e allontanano caprioli e cinghiali dalla strada durante il transito di auto. Un impianto che copre circa 120 metri di strada ha un costo medio di 13.000 euro. La questione è anche economica, il progetto è comunque cofinanziato (parte fondi europei, parte degli enti locali) e tiene conto dell'acquisto dei sistemi oltre che dei costi di manutenzione e durata nel tempo.