di Valentina Fassio, da La Stampa di Asti di sabato 30 maggio

In attesa dei protocolli sulle procedure da seguire per riprendere la didattica in presenza, il presidente Astiss Mario Sacco ragiona sul futuro dell’università, a partire dalla riapertura al pubblico del polo universitario fissata per l'8 giugno: «Non parlo di ripresa delle lezioni, ma della disponibilità del polo di piazza De André per convegni o incontri – spiega il presidente Sacco – Apriremo il polo universitario, ovviamente nel rispetto di tutte le regole a partire dal distanziamento. Penso ad esempio all'aula magna che, pur contingentando gli spazi, può garantire oltre un centinaio di posti per riunioni o seminari. Ci stiamo lavorando».

Intanto Sacco ringrazia docenti e personale per il lavoro di questi mesi, «per l’impegno nella difficile fase di gestione dei corsi, dei tirocini, delle sessioni di laurea a distanza. L’università ha continuato a vivere a funzionare.

La didattica in distanziamento sociale è stata svolta con successo e proseguirà fino al la conclusione dell’anno accademico a giugno. Pur essendo nella cosiddetta Fase 2, l’emergenza non è finita: per la ripartenza delle attività siamo in attesa delle indicazioni degli Atenei e della Regione per condividere modelli gestionali comuni».

Favorevole all'innovazione, Sacco traccia un bilancio di queste settimane: «Se è vero che questo momento difficile ci ha permesso di lavorare sulle tecnologie, la formazione è anche altro, è comunità e socialità perché se l'innovazione è molto utile, rappresenta solo un 20-30% della formazione. Ci sono corsi che possono continuare bene a distanza, altri dove la pratica è fondamentale, penso a laboratori e stage, a corsi come Scienze motorie o Infermieristica». In attesa di protocolli e monitorando la possibilità di tornare in aula, Sacco pensa agli investimenti per adeguarsi alle regole e non solo: «Dalla misurazione della temperatura, a percorsi differenziati di ingresso e uscita . E guardiamo oltre, con la volontà di far crescere il sistema universitario, un aspetto su cui stavamo già lavorando prima dell'emergenza. Mi riferisco ad esempio ai discorsi già avviati con il Politecnico di Torino: riprenderemo le fila del progetto delle lauree professionalizzanti che ha suscitato consensi positivi anche della Regione».

E’ emersa infatti la carenza di profili professionali nel settore sanitario come medici, infermieri e operatori socio-sanitari: «Lancio un messaggio a Regione e ministero alla Salute – precisa Sacco - affinché ci autorizzino a incrementare il numero di infermieri e Oss da formare nel polo astigiano, con la possibilità di attivare anche corsi brevi. La nostra è una struttura formativa che si sta dimostrando polo di eccellenza nella didattica, anche grazie alla collaborazione con l'Asl e altre istituzioni del territorio». Alla formazione si lega anche il discorso sulle strutture universitarie: «L'università è risorsa per il territorio – continua Sacco - Il mio predecessore Maggiora aveva visto giusto. E' importante utilizzare questo periodo di blocco per proseguire nei ragionamenti e giungere a una definizione dei progetti per ristrutturazione e destinazione d’uso di edifici di pertinenza universitaria, mi riferisco al Palafreezer (destinata a ospitare la seconda palestra per il Suism e per le società sportive) e alla palazzina ufficiali su via Arò, ma anche la possibilità di recuperare l'ex palazzina Comando».

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